RECENSIONI ______

Leonardo Guzzo, "Rampa di lancio" - L'editoriale, Luglio 2014

Una formula artistica coinvolgente e originale, un'alchimia sonora pazientemente costruita e raffinata. E' questo il marchi di fabbrica dei Möbius Project, talentuosa band emergente nel panorama variegato, e spesso oscuro, del progressive rock italiano.

Passione e tecnica da musicisti di razza, Massimiliano Amato e Lucio Filizola, chitarristi e vocalist, Tony Guerrieri al basso e Francesco Magaldi alla batteria compongono un ingranaggio musicale potente e oliato. Il loro album di esordio – il complesso, evocativo "Ra Me Nivar" – è interamente dedicato al tema del viaggio. Viaggio fisico (lo stesso che porta ogni volta i membri della band, studenti ai quattro angoli d'Italia, a riunirsi in studio di registrazione) ma anche viaggio metafisico, percorso di crescita spirituale e maturazione interiore; e infine viaggio musicale, quello che si snoda attraverso le cinque composizioni dell'album e trascina l'ascoltatore in un vortice di generi, coloriture e ambientazioni sonore.

Dopo la cavalcata ubriacante del pezzo d'apertura e i ritmi orientaleggianti dell'estrosa, enigmatica "Scene di vita sul nastro di Möbius", il disco si adagia sull'eleganza e le armonie vocali di "Entanglementalistically speaking", divagazione progressive su uno spunto musicale in stile Lennon-McCartney, scivola sul rock ipnotico di "In fuga dal destino" per poi lanciarsi nella sinfonia tripartita de "L'equilibrista", un brano complesso e avvolgente, autentico riassunto della padronanza di stili e delle abilità musicali dei Möbius. I canoni classici del filone progressive si ritrovano in pieno, ma riletti e attualizzati, arricchiti da una vena melodica di sapore beatlesiano, sostenuti da intense parti corali, contaminati da atmosfere che spaziano dal jazz al rock psichedelico alla musica elettronica, fino a formare uno stile personale e accattivante.

A fare il paio con lo spessore musicale, i testi sono una trama elaborata di citazioni, richiami ermetici, suggestioni della scienza, concetti matematici convertiti in metafore. Il titolo "Ra Me Nivar" è un tributo ad Alessandro Baricco; l'espressione di un immaginario idioma africano con cui, nel libro "Oceano mare", lo scrittore designa "l'uomo che vola". E davvero quest'uomo volante – emblema della sfida e della curiosità – è il protagonista dell'album; il viaggiatore intergalattico che vagabonda tra quasar e supernove nel primo brano; e poi scivola sul nastro di Möbius in un eterno irrisolto andirivieni, l'acrobata che dondola sul filo sopra il mistero angoscioso della vita nei tre movimenti della suite finale. Coerente con la lunga e accurata preparazione, fedele all'idea di essere un prodotto per le orecchie e per la mente. "Ra Me Nivar" è un album alto nell'ispirazione, impeccabile nell'esecuzione e ambizioso negli obiettivi. Una sfida agli amanti più che ai semplici consumatori di musica; il primo, convincente e comunque provvisorio risultato di una band destinata a un lungo viaggio.

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